Carlo, dall’Australia all’America del Sud

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«Tra breve lascio l’Australia, vado in Sud America per un viaggio/documentario di un anno, dall’estremo sud del Cile su fino al Canada in furgone». Così ci scrisse lo scorso autunno Carlo Ricci Pepitoni, imolian a Sydney.
Già era stato difficile raggiungerlo lo scorso anno quando si trovava in Australia (www.ilnuovodiario.com/imolians.cfm?wid=7293), figuriamoci ora, che questo imolese 30enne, ingegnere gestionale con la passione della fotografia, lasciata Sydney dove lavora al “The photo studio”, ha lavorato ad un progetto di Fairplay (www.fairplay-peru.org), un’organizzazione no profit peruviana con base a Cusco. Assieme ad una collega, Adele Thomas, Carlo ha terminato in questi giorni di girare un short film per documentare ciò che l’organizzazione fa.
«Fairplay – ci spiega – organizza corsi di spagnolo tenuti da giovani mamme sole, corsi di danza per turisti fatti da giovani locali provenienti da zone povere, una “HelpingHands” (nursery school rivolta a bambini di 4 e 5 anni, generalmente provenienti da famiglie disagiate e sovente malnutriti). L’organizzazione aiuta così le persone svantaggiate a potersi creare un futuro migliore. La popolazione della zona è fatta in gran parte di mamme sole con bambini o di bambini le cui famiglie non sono in grado di dare loro un’educazione. E John, a capo di Fairplay, vuole anche costruire una scuola per bambini mentalmente disabili. Ecco l’idea: un cortometraggio che possa toccare le coscienze, anche quelle di volontari e studenti che decidano di trascorrere a Cusco qualche periodo  collaborando con l’associazione».
Carlo e Adele hanno così lasciato la loro vita, tutto sommato tranquilla, in Australia, per affrontare qualcosa di avventuroso e sconosciuto. Hanno viaggiato con un furgone dal profondo sud del Cile, visitato la Bolivia, raggiunto con il van il Peru, documentando la loro avventura in un blog. (www.thelongwayup.info). Arrivati a Cusco si sono occupati della  pre-produzione del loro short film, hanno raccolto informazioni sugli usi e costumi locali, scritto la storia,  studiato luoghi e predisposto dettagli, preparato le musiche, tutto senza nessun budget a disposizione, con l’aiuto di due persone che con loro hanno collaborato.
«Siamo grati a chi ci ha aiutato anche solo dandoci supporto e informazioni, ma in particolare a Sarah, la protagonista del nostro filmato,  che mai prima d’ora si era trovata davanti ad una telecamera e non aveva nessuna esperienza di recitazione. Ma ha lavorato duramente. Abbiamo a volte avuto condizioni climatiche non ottimali, ci siamo adattati a dormire ovunque, ma il risultato ci pare buono ed abbiamo vissuto un’esperienza incredibile, che mi auguro di poter ripetere lavorando prossimamente ad un altro progetto a Pisco, una zona sull’oceano che è stata devastata da un terremoto un paio di anni fa».
L’avventura di Carlo e Adele si può seguire nel blog www.thelongwayup.info. Ed ecco che, oggi, nei siti di Fairplay e di Helping Hands Cusco viene presentato “Kate’s Story”, il documentario «scritto, diretto e prodotto da Carlo Ricci Photographer/DoP · Adele Thomas Photography».
Ci uniamo al commento che si legge nei due siti: “Wonderful work amigos! Thank you so much”