Da Fontanelice a Nancy: il mondo è senza barriere

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A Malta e poi a Nancy. La testimonianza di Leonardo Baruzzi è davvero interessante. Non rubiamogli spazio, lasciamo che sia lui a raccontare…

«Mi chiamo Leonardo Baruzzi, ho 22 anni e sono molto fiero di poter dire di aver vissuto gran parte della mia vita in un paese incastonato nel verde della vallata del Santerno, Fontanelice. E’ molto difficile comprendere quanto la formazione della nostra persona sia dovuta all’ambiente circostante. Quando si vive l’infanzia in modo genuino, tra l’amore dei propri genitori e i pochi ma fedeli amici, in un mondo chiuso che ti protegge dalle mille tentazioni di questa confusa società globale, la riconoscenza personale cade sulla semplicità e purezza di quell’ambiente che, anche se limitato, offre le poche certezze che davvero occorrono nella vita. E’ anche vero, o meglio così è stato per me, che in un contesto del genere il desiderio di uscire ad esplorare il mondo da soli è spesso molto forte, diventando talvolta opprimente. Così, spinto dalla voglia sempre presente di conoscere culture diverse dalla mia e di viaggiare, tre anni fa decisi di iscrivermi a Scienze internazionali e diplomatiche a Forlì. Questa scelta mi ha permesso di costruirmi man a mano un bagaglio di conoscenze che considero tuttora indispensabile per relazionarmi all’estero, nello specifico un approccio mentale molto aperto e flessibile all’adattarsi ai diversi contesti internazionali. Non ho quindi esitato quando si è presentata la possibilità di vivere un’esperienza Erasmus in un paese “paradossalmente” anglofono, Malta, che possiede di fatto molte più affinità culturali con l’Italia che con la vecchia “madrepatria” inglese. Questo piccolo stato al centro del Mediterraneo è un piccolo gioiello, condensato di una miriade di culture diverse. Il clima splendido, l’ospitalità maltese e l’incredibile meltin’pot europeo di studenti universitari mi hanno accompagnato negli otto mesi passati nell’isola, dove fra le altre cose ho potuto migliorare considerevolmente il mio inglese. Tra i ricordi più belli vi sono appunto le tante “scampagnate” con i miei amici stranieri ad esplorare gli angoli più remoti di Malta e Gozo (la seconda isola dell’arcipelago maltese). Fino a quel momento non ero consapevole di quanto potesse essere utile per la propria maturazione personale il vivere e studiare in un ambiente multiculturale. Quando la lingua da ostacolo al dialogo diventa risorsa, e le persone attorno a te sono tutte accomunate dal desiderio di apprendere dagli altri, si viene a creare una situazione in cui tutti imparano qualcosa, dal lavoro di gruppo all’uscita al pub la sera.
Ritornato in Italia per laurearmi alla triennale a luglio 2010, decido di mettere a frutto l’esperienza maltese iscrivendomi ad un Master in International Management, interamente tenuto in inglese, in tre diversi paesi del mondo. A settembre quindi parto per Nancy, ridente e tranquilla cittadina della Francia, dove tuttora risiedo. Escludendo il clima troppo freddo e grigio per i miei gusti e una nostalgia crescente per il cibo italiano (come si fa a non sentirne la mancanza!), posso davvero dire di essere contentissimo della mia scelta. In questa città, capitale europea dell’art nouveau, sto avendo la possibilità sia di assimilare la splendida cultura francese, sia di interagire con centinaia di coetanei di una ventina di nazionalità diverse, tutti accomunati dall’ideale di viaggiare, conoscere e diventare cittadini del mondo. E’ così bello rendersi conto di quanto valgano poco, nella vita all’estero, i confini e le barriere che spesso a “casa nostra” ci imponiamo; parlando e lavorando con cinesi, russi, argentini e indiani non si enfatizzano le differenze, ma si colgono le somiglianze e possibili punti d’incontro. Ho trovato così molti pregiudizi sulla Francia e sui francesi non veritieri; fieri della loro lingua e cultura, amano discutere su ogni tema attuale e sono molto relativisti. La Francia mi pare un Paese immenso quando si viaggia, comparato agli standard italiani ai quali ero abituato. Strasburgo, Lussemburgo, Digione e naturalmente Parigi sono mete che ogni persona che visiti il nord-est della Francia dovrebbe considerare obbligatorie (consiglio comunque l’estate per una visita davvero piacevole!). Per di più in Lorena vive una forte comunità italiana e, chissà, magari anche qualche altro Imolian!
L’approccio molto “internazionalizzante” (che parolona!) del Master mi porterà in un futuro prossimo verso nuovi lidi, e la mia scelta sta cadendo sulla Cina, che costituisce una vera sfida personale e professionale (è molto probabile che dovrò poi lavorare e vivere lì per un po’), il modo migliore per capire davvero i miei limiti di “cittadino del mondo”. Altre possibilità allettanti, come Messico, Russia e Svezia sono alla porta, e ciò mi fa capire come io stia entrando in una fase cruciale della mia vita.
Penso che sia giusto e quanto mai ammirevole costruirsi nel tempo degli obiettivi concreti, nei quali riporre tutti i propri sforzi, per giustificare rinunce e dare in ultimo un senso logico alle proprie scelte. Ma è anche importante lasciare uno spazio vitale al caso e a volte lasciarsi trainare da quell’istinto di libertà che ognuno di noi custodisce dentro di sé. E’ così piacevole vivere su scoperte improvvise, tra sorprese autentiche ed eventi che noi, da soli, non saremmo mai riusciti ad immaginare. Questo è il mio sogno, il mio metodo ed obiettivo, l’unica regola che mi pongo: sorprendermi sempre. E rimango sempre più convinto del fatto che non conta il “dove”, o per quanto tempo si viaggi; il punto è “come” si vivono quelle esperienze che rendono la vita piena ed esaltante.
Un grande abbraccio da Nancy, mes amis! Leonardo Baruzzi».