Musconi sulla cresta dell’Honda nel mondo della F1

Tra un volo e l’altro, appena terminato il Gran Premio della Malesia del giorno di Pasqua, con un piede sulla scaletta dell’aereo che lo stava portando a Bahrain per il Gran Premio del prossimo 15 aprile, dopo aver visitato a Kuala Lumpur le Petronas Towers ed essere rimasto “affascinato dalla vegetazione incredibile e colpito dalla gente, sempre sorridente in questo posto, uno dei più misteriosi tra quelli in cui mi capita di recarmi”, Riccardo Musconi ha trovato il tempo di mandarci il suo scritto. Dall’arcipelago del Golfo Persico Riccardo si sposterà per una settimana di lavoro di nuovo in Inghilterra, poi via per una velocissima puntata a Imola per festeggiare le nozze di un amico e salutare i genitori Donatella e Atos, il fratello Alessio e il nonno. Da qui ripartirà subito per Barcellona… Non è certo noiosa la vita di questo “imolian” che fa un lavoro piuttosto particolare…

«È passato un po’ più di un anno da quando ho voltato le spalle al Santerno e mi sono trasferito in Inghilterra; è stato il periodo più intenso della mia vita tant’è che di anni ne sembrano passati cinque e non uno solo. L’impatto è stato un po’ “strong” e francamente ci ho messo qualche mese ad abituarmi alla nuova realtà.
Dunque, come descrivere l’Inghilterra? Com’era la storia della gazzella e del leone? Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e comincia a correre… Beh, qua è un po’ così: la gente lavora sodo e tutto sembra ottimizzato per incrementarne la produttività: meno burocrazia, servizi efficienti, supermercati aperti a tutte le ore del giorno, domeniche incluse, pub che chiudono presto la sera.
Ammetto che molti dei luoghi comuni sulla Gran Bretagna sono veri: mi fanno sorridere tuttora il tè col latte, a cui fortunatamente non mi sono ancora abituato, il caffè modello sciacquatura di piatti, l’ubiqua moquette e gli altrettanto ubiqui Autovelox, la gente che esce in T-shirt anche in inverno, le risse tra ubriachi. Altri luoghi comuni sono invece da sfatare: sebbene non sia facile, è possibile trovare anche qui ottimo cibo, il clima non è poi tanto diverso da quello imolese e infine… esistono ragazze carine anche da queste parti!
Che ci sono venuto a fare qui? È presto detto: sono ingegnere di pista alla Honda in F1, lavoro che mi porta in giro per il mondo. Sarà perché ho frequentato le elementari a Montebello, a dieci metri dalla curva della Piratella, ho subìto fin da piccolo il fascino dei bolidi che sfrecciavano sul circuito. Non essendo figlio di nababbi non potevo certo pretendere di diventare un pilota di F1, per cui ho ripiegato sul ruolo di ingegnere. Dopo aver frequentato il Valeriani mi sono iscritto ad Ingegneria meccanica a Bologna. Una volta laureato mi sono spostato da Imola: alla fine del 2002 frequentai un master a Modena in ingegneria del veicolo e subito dopo ho trovato impiego alla Dallara Automobili, a Varano de’ Melegari in provincia di Parma, dove – coincidenza n. 1 – sorge un autodromo! Dopo tre anni di esperienza mi sono sentito pronto per il “salto” in Formula 1: la ricerca è durata un paio di mesi appena. Salutati gli amici, il 1° gennaio del 2006 sono partito in macchina alla volta della “perfida Albione”. Il primo mese ho soggiornato in un Bed & Breakfast, poi per tre mesi ho abitato a Silverstone che, come Imola – coincidenza n. 2 -, ospita un Gran Premio di Formula 1. Attualmente vivo a Bicester, nell’Oxfordshire, dove risiede una piccola comunità di italiani poiché vi è un “outlet village” gemello di quello di Fidenza.
Cosa mi manca di Imola? In questi ultimi sedici mesi ho mangiato le migliori bistecche americane, ottimo sushi, il barbecue Coreano, il churrasco in Brasile, ma le tagliatelle della mia vicina di casa non le batte nessuno! Per fortuna un collega italiano mi fornisce qualche salume contrabbandato dalla suocera. Ma ciò che mi manca maggiormente sono ovviamente le persone, parenti ed amici; fortunatamente ogni due mesi riesco a ritornare per prendere una “boccata d’aria”. Tra le cose che mancano a un italiano in Inghilterra, non dimentichiamoci infine il qui tanto bistrattato bidet…
Ciò di cui non sento la mancanza è il “provincialismo” di cui Imola è un po’ pervasa, tanto che ho la sensazione che, sebbene lontano, io non mi stia perdendo nulla di speciale. Dell’Italia in generale non mi manca assolutamente la televisione spazzatura, l’onnipresente logica della raccomandazione, l’inefficienza dei servizi, la mancanza di competizione.
Partecipare ad un Gran Premio nella mia città è stato un’onore incommensurabile, frutto di tanti anni di lavoro e sacrifici. Purtroppo quest’anno il Mondiale non farà tappa ad Imola ma, nonostante lo veda arduo, mi auguro di farvi ritorno al più presto per disputare un Gran Premio…
Riccardo».