Remo Calzoni, la finanza analizzata tra i tulipani

Un imolese a Rotterdam, il secondo dopo Aristide Rontini: Remo Calzoni, 39 anni appena compiuti, ha conseguito nel 1987 il diploma di tecnico agrario all’istituto Scarabelli di Imola. Dopo un’esperienza come stagista al Consorzio Mario Neri di Imola e alcune altre esperienze nel mondo del lavoro dipendente («con diverse fortune», scrive Remo), è passato alla collaborazione nell’attività commerciale della sua famiglia. Ma sentiamo da lui il racconto della sua esperienza e della sua vita in Olanda.

«Negli anni tra il 1990 ed il 1994 l’interesse per l’apprendimento della lingua inglese mi ha portato a trascorrere diversi periodi di studio e di lavoro negli Stati Uniti (a Miami, San Diego, Boston) e nel Regno Unito (ad Edimburgo e Londra). Nel 1999 la svolta alla mia vita: dopo aver effettuato alcune visite ad amici americani residenti in Olanda decisi di trasferirmi nel paese dei tulipani e dei mulini a vento, precisamente a Rotterdam, dove lavoro come “financial analyst” per la Lyondell (www.lyondell.com), una multinazionale americana che opera nel settore chimico. Sono responsabile della contabilità finanziaria e del reporting dell’ufficio di Rotterdam e di sei uffici commerciali in Europa (Milano, Barcellona, Londra, Dusseldorf, Vienna e Bruxelles).
Il mio compito è il controllo dei conti: debbono venir allocati ai rispettivi budget e in mancanza di fatture o documenti contabili occorre fare i necessari accantonamenti. Mio compito è anche informare i manager e direttori dei vari dipartimenti quando i costi registrati sono maggiori rispetto alle previsioni o non correttamente distribuiti.
Ciò che trovo molto interessante di questa esperienza è l’ambiente assolutamente internazionale nel quale lavoro: nell’ufficio di Rotterdam, sede centrale europea della società, siamo circa 300 dipendenti di 26 diverse nazionalità e il quotidiano scambio, di idee e punti di vista tra persone con culture, costumi e tradizioni diverse, è sicuramente molto interessante e stimolante. Al momento la rappresentanza italiana è composta da 9 persone.
Dell’Italia mi mancano, ovviamente, gli amici e la famiglia: fortunatamente la distanza tra Rotterdam e Imola è relativa e, per lavoro o per vacanza, riesco a tornare in Italia sei o sette volte l’anno. Penso di ristabilirmi in Italia, ma solo in una prospettiva… molto futura! L’ideale, secondo me, sarebbe poter avere una casa a Imola e una all’estero!
L’Olanda non è sicuramente famosa per le sue prelibatezze gastronomiche, ma nei tanti supermercati e negozi specializzati si possono trovare praticamente tutti i nostri prodotti, spesso presenti poiché molti olandesi hanno una passione viscerale, oltre che per la nostra cultura, anche per la nostra cucina!
Dell’Olanda apprezzo i trasporti pubblici molto efficienti: due giorni consecutivi di treni in ritardo di 5 minuti sono ragione di scandalo e di titoli da prima pagina. Apprezzo la loro “cultura del largo consenso”, che viene applicata in tutti i campi, dalla politica al lavoro: le decisioni vengono prese dopo lungo dibattito solo quando tutti sono d’accordo.
Gli aneddoti da raccontare sarebbero tantissimi, le differenze che intercorrono nel modo di vivere tra noi e gli olandesi non si possono contare… Una delle cose che sempre mi colpisce e sorprende è vedere con quale facilità nei ristoranti, alla fine di una cena completa, gli olandesi ordinano tranquillamente un cappuccino…
Nella foto che vi inoltro (io sono il secondo da destra) mi trovavo con alcuni colleghi in occasione di un progetto a scopo benefico al quale abbiamo partecipato come volontari (ci siamo occupati di rendere possibile la ristrutturazione di un centro sociale). Buona Pasqua a tutti!
Remo»