Laura nel paese delle maree

Ecco che nella nostra rubrica anche la Francia comincia a popolarsi di Imolians. Laura Pasini da quattordici anni abita a Saint Malo: ha lasciato Imola giovanissima, subito dopo la maturità scientifica e in Bretagna ha frequentato l’Università, si è sposata ed ha avuto la sua piccola Livia. In questa città famosissima per il centro circondato dai bastioni di granito grigio Laura si è perfettamente integrata.

Saint Malo è una bella città della Bretagna di circa 60 000 abitanti, sulla Manica, con tante spiagge (e tanti turisti), maree immense e dintorni sublimi. Io mi ci sono trasferita nel 1993, dopo la maturità al liceo Valeriani, per raggiungere Stéphane, con cui mi sono sposata nel 2001. Quando sono arrivata qui conoscevo da anni Stéphane e la sua famiglia e a Saint Malo avevo già trascorso alcuni mesi, quindi mi sentivo già ’a casa’. Ho studiato economia e gestione all’università a Saint Malo e a Rennes ed ho ottenuto un Master di Controllo di gestione e informatica nel 1998 e, in parallelo, una laurea in lingua e letteratura italiana (può sempre servire…).
Da allora lavoro qui e dirigo il servizio di controllo di gestione di Phytomer, è un’azienda di cosmetici piuttosto conosciuta. Il mio lavoro consiste nell’analisi dei costi dell’azienda : costi di produzione, logistici, commerciali … insomma il “retroscena” dei cosmetici non ha più segreti per me! È un lavoro interessante e occupa una buona parte del mio tempo. Fortunatamente, però, ho anche una vita famigliare molto intensa: come dicevo, nel 2001 Stéphane ed io ci siamo sposati, qui a Saint Malo, e stiamo rinnovando una casa a pochi minuti dal mare e, soprattutto, il 20 settembre 2005 è nata la nostra adorabile Livia! Quando lavoriamo, porto Livia al nido vicino a casa e nel tempo libero cerchiamo di approfittare al massimo di ogni minuto: giretti sulla spiaggia o nelle stradine della città vecchia, dentro le mura, ma anche spese, visite agli amici e a “Mamie” (= Nonna) Marie-France, la mamma di Stéphane, che Livia adora. Abbiamo anche due gatti, Rémy e Lilith, che scorrazzano nel giardino, ormai inseguiti dalla piccola!
Insomma, sono proprio contenta della mia vita: ho trovato subito tanti amici in questi posti bellissimi e selvaggi, tra mare e foreste. Naturalmente, l’Italia è molto presente nella nostra vita: libri, giornali, TV via satellite, internet e tante telefonate! Anche Stéphane adora l’Italia, ha imparato l’italiano e quasi ad ogni vacanza l’aereo, la macchina o il treno ci portano in Italia, spesso ad Imola, dai miei genitori, dove ritroviamo con gioia tanti carissimi amici. Io sono vissuta ad Imola dai nove ai diciannove anni, e probabilmente quello che di Imola mi manca maggiormente sono le persone. Certo, sono contenta di ritrovare la città, ogni volta un po’ cambiata, ma ancor più di ritrovare la famiglia e gli amici, anche perché ogni volta ho l’impressione di essere appena partita… tutto ricomincia da dove ci si era fermati. I miei familiari vengono spesso a trovarci in Francia ed anche alcuni amici hanno passato le loro vacanze da noi: sono sempre molto contenta di far scoprire questi posti, che piacciono a tutti e di mostrare che in Bretagna non piove tanto come si crede, né fa tanto freddo: gli inverni, anzi, sono spesso più caldi (e meno nebbiosi) che ad Imola. Certo, ci piacerebbe tornare ancora più spesso in Italia, soprattutto ora che c’è Livia: vorrei che conoscesse la cultura, la gente, i posti che hanno segnato la mia infanzia. Per la lingua, nessun problema, lei capisce indifferentemente l’italiano e il francese. La nostra è una famiglia internazionale: il papà di Stéphane è croato, di Premuda, un’isola in Dalmazia e a volte oltrepassiamo l’Italia per andare al di là dell’Adriatico.
Non mi è stato particolarmente difficile adattarmi a questa nuova vita, sia perché conoscevo già bene i posti, la lingua e la cultura, sia perché la Francia e l’Italia sono “cugine” storiche e culturali. Apprezzo l’efficenza e il pragmatismo delle istituzioni francesi, la qualità dell’insegnamento universitario, di ottimo livello e praticamente gratuito. Il mondo del lavoro offre vere possibilità ai laureati, anche se in questi ultimi anni è più difficile trovare il primo impiego rispetto a quando ho cominciato a lavorare io. Ho incontrato persone gentilissime e aperte, sia all’università che nel mondo del lavoro, che mi hanno incoraggiata e consigliata. Il fatto di essere italiana è stato quasi sempre positivo nella relazione con gli altri. Poiché il mio francese non risente delle inflessioni italiane, in genere la gente si stupisce quando scopre le mie origini e la prima reazione mi permette di distinguere le persone con cui vale la pena di parlare (cioè quelle per le quali l’Italia è arte, moda, belle città…) e le altre (quelle per cui l’Italia è pasta, pizza, scioperi e mafia…).
La Bretagna, ha un carattere regionale molto forte, con tradizioni ancora vive e una lingua (celtica) ancora utilizzata e difesa. Saint Malo, storicamente, è stata una città importante e i suoi abitanti ne sono decisamente fieri, al punto che il motto degli abitanti di Saint Malo è: “Ni Français, ni Breton, Malouin suis”, cioè “Né francese, né bretone, sono di Saint Malo!” Oggi, anch’io sono fiera di vivere qui!
Anche la gastronomia è molto gustosa: “galettes” di grano saraceno e crêpes accompagnate da sidro, poi tanto pesce, agnello dei “pré-salés” (pascoli sulla costa di erba salata dall’aria marina) e tanti buonissimi dolci, molti dei quali a base di burro salato bretone. Ai nostri amici francesi preparo sempre cibi italiani (pasta, risotti, minestre, piadine, panna cotta…) accompagnati da vini romagnoli, ma mi cimento anche in piatti locali.