Da vent’anni cittadino del mondo

Ecco un altro “imolian” che ci scrive dall’Indocina: Massimo Nanni si trova da alcuni anni a Singapore, isola città-stato del sud-est asiatico, collocata a 137 km a nord dell’equatore. Singapore ha circa 4 milioni di abitanti il cui il principale gruppo etnico è quello cinese. La pena capitale, come ci ricorda Nanni, è tuttora prevista a Singapore per una nutrita serie di reati, soprattutto quelli legati al traffico di droga.

«Sono imolese al 100% (e tale mi sento!) anche se, ormai da quasi 20 anni, trascorro la maggior della mia vita all’estero. I primi viaggi di una certa importanza iniziarono per me piuttosto presto: ho infatti fatto parte della ‘squadra nazionale giovanile di pallamano’ e già verso i 15 anni cominciai a trascorrere qualche mese all’anno fuori dall’Italia. Dopo il diploma, conseguito all’Itis Alberghetti in viale Dante e dopo il servizio di leva, espletato nella squadra sportiva dell’Esercito nella quale pure giocavo a pallamano, ebbi dalla Sacmi la proposta di diventare uno dei loro fantomatici ‘montatori esterni’, quelli che passano gran parte della vita viaggiando per il mondo. Correva l’anno 1987 e, anche sulla spinta del fatto che mio padre aveva per molti anni condotto lo stesso tipo di vita prima per la Dmc di Toscanella, poi per la Cefla, decisi di accettare l’incarico di ‘tecnico trasfertista’, ben consapevole che quella scelta avrebbe cambiato radicalmente la mia vita. Dopo qualche mese passato nei reparti di montaggio dell’azienda a Imola, fui trasferito a Sassuolo come tecnico di assistenza per un anno, per conto della Sacmi Sassuolo, nel relativo comprensorio. Nel settembre del 1988 cominciò per me la vita del ‘montatore’ vero e proprio: la prima trasferta mi portò prima in Venezuela, dove per tre anni mi sono occupato di parecchi cantieri (e ho fatto molta esperienza), poi in varie parti del mondo, dall’India alla Turchia, dalla Francia all’Ungheria, dalla Tailandia al Giappone e così via. Una svolta importante per me fu quella del 1991, quando arrivai a Taiwan per un lavoretto che sembrava dovesse tenermi impegnato poche settimane: alla fine, il periodo si è protratto a 5 anni! Taiwan viveva allora il momento di un enorme boom edilizio e Sacmi si trovò impegnata su parecchi fronti, con molti tecnici dislocati in loco e da gestire. Mi fu affidato il compito dall’allora responsabile dell’assistenza clienti, l’ingegner Filiberto Ferrari, al quale sono riconoscente per l’opportunità che mi ha offerto. Gli anni trascorsi a Taiwan sono stati duri e molto impegnativi: la cultura e le usanze del paese sono molto lontane dagli standard europei, la mia vita si svolgeva tra interminabili ore in viaggio in automobile e il lavoro in ceramica; una bistecca e una birra in un piccolo pub erano l’unico diversivo serale. Gli svaghi per il tempo libero erano praticamente nulli, se non un po’ di vita notturna al sabato sera in quel di Taipei. L’«esperienza Taiwan», anche se piuttosto difficile dal punto di vista umano, mi ha però arricchito molto dal punto di vista professionale, tanto che nel 1996, quando ormai il boom sull’isola di Formosa era terminato e la Sacmi non si trovava più impegnata così assiduamente in quel Paese, l’azienda mi propose di sostituire l’allora direttore generale della Sacmi Singapore, Gian Battista Canettoli, che aveva deciso di rientrare in Italia dopo aver aperto la sede ed avervi trascorso 10 anni per farla crescere. Alla fine del 1996 mi trasferii a Singapore, dove tuttora risiedo con la mia famiglia: da allora ricopro la carica di direttore generale della Sacmi Singapore ed opero in tutto il sud-est asiatico per dare un servizio ai nostri clienti di quest’area. L’arrivo a Singapore mi ha dato l’occasione di conoscere nel 1997 Enrica, che è poi diventata mia moglie: originaria di Fiorano Modenese, dal 1995 al 1998 era stata dislocata a Jakarta per conto della Johnson Matthey e ci siamo incontrati grazie ad un progetto congiunto Sacmi- Johnson Matthey. Viviamo a Singapore con i nostri due splendidi bimbi, Alessandro di 6 anni e Martina di 2, quest’ultima nata qui: pur crescendo in questa terra e frequentando le scuole locali, rimangono sempre italiani (ed imolesi) doc! Quello che apprezzo della gente di questo Paese è la voglia di crescere e la capacità di mantenere in armonia una nazione profondamente multietnica, dove convivono fianco a fianco persone di tutte le religioni del mondo, dimostrando che in effetti la pace tra popoli di religioni differenti non è un’utopia. Scuole ed ospedali sono validi e molto efficienti e questo rende il Paese davvero adatto a famiglie con figli piccoli, organizzato  in modo preciso ed efficiente anche nel settore pubblico. Pensate che spesso, dopo una visita ad un ufficio, viene consegnato, con preghiera di compilarlo, un questionario sul livello di soddisfazione del servizio prestato, questo anche quando ci si rivolge per un qualsiasi motivo alla Polizia. Ovviamente, ogni medaglia ha il suo rovescio: per mantenere lo stato ad un livello di criminalità molto basso, vengono applicate pene molto severe per tutti i crimini; mi pare a volte che la legge venga interpretata fin troppo alla lettera ed in modo inflessibile, ne sono l’esempio varie condanne a morte (a Singapore esiste ancora la pena di morte!), condanne che vengono applicate anche quando non c’è certezza che il condannato sia in effetti colpevole. L’ultimo dei casi riguarda la condanna a morte di un ragazzo nigeriano di 18 anni: durante il processo il giudice ha affermato di non essere assolutamente sicuro della sua colpevolezza, ma che purtroppo la legge locale non proponeva alternative alla condanna a morte…A Singapore non c’è libertà di stampa, di parola, di dimostrazione, di sciopero… figuratevi che non è permessa la vendita di gommine da masticare, le mitiche ‘gomme americane’, perché sporcano e non sono biodegradabili! Singapore è una Repubblica democratica… ad un solo partito politi- Da vent’anni cittadino del mondo Massimo, dirigente Sacmi a Singapore co… e questo la dice lunga! La fortuna vuole che chi è al governo fino ad oggi abbia cercato di fare il bene del popolo e della nazione, pur non permettendo al popolo di essere partecipe delle scelte che vengono fatte: i referendum popolari non sono ammessi dalla costituzione e chi è al governo ha potere assoluto di fare e disfare. Alcune leggi sono un po’ controverse, ad esempio quella relativa al trasporto di persone: in auto è obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza davanti e dietro, ma poi è consentito trasportare fino a 20 persone sul cassone aperto di un camion! Ciò perché con questo sistema si trasportano i lavoratori temporanei che Singapore ‘importa’ a basso costo dalle nazioni limitrofe per mantenere lo stato come un giardino o per costruire ponti, viadotti e grattaceli: persone che non hanno praticamente alcun diritto e che evidentemente, visto che possono essere trasportate legalmente sul cassone di un camion, forse non sono considerate essere umani come gli altri. Cosa mi manca qui? Le montagne e… la NEVE!! Sull’equatore ancora non ne viene molta. Oltre ovviamente all’azienda, che mi ha dato queste grandi opportunità di crescita, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare i miei genitori, Nerio e Luisa, che mi sono sempre stati vicini e di supporto nell’affrontare scelte difficili (per me come per loro), come lo è stata quella di intraprendere questo tipo di vita lontano dalle mie origini… Grazie per l’ospitalità e saluti. Massimo Nanni»