Una passione britannica nata alle Valsalva

Sicuramente a Londra gli imolesi sono più di uno, ma per il momento abbiamo trovato solo Paolo Malaguti e Franco Bizzi. Ai nostri lettori ricordiamo di segnalarci i nominativi di persone di Imola e circondario che si trovino in questo momento all’estero, telefonando in redazione (0542/22178) o inviando una mail a diario@nuovodiario.com.
Le testimonianze degli “imolians” sono presenti anche nella versione on line del nostro giornale all’indirizzo www.ilnuovodiario.com alla voce “attualità”.
Ed ecco la “storia” di Franco Bizzi, che già da quando era dodicenne coltivava una passione per la città in cui poi si è trasferito.

«La mia passione per Londra inizia dalle scuole medie: ero alle Valsalva, la mia insegnante di inglese si chiamava Aves Dall’Oglio, il nostro libro s’intitolava “Passport to Britain” e riportava in ogni capitolo la descrizione di un quartiere di Londra.
Quando mia madre per la prima volta mi portò a visitare questa città avevo 12 anni e volli visitare uno ad uno tutti i luoghi descritti da quel libro. A 14 anni tornai a Londra con il mio amico Pierangelo Raffini: era il primo viaggio senza genitori fuori dall’Italia, inutile dire che ci divertimmo un mondo, specialmente visitando i magazzini Harrods e Hamley’s, il più famoso negozio di giocattoli di Londra.
Poi, i casi della vita mi tennero lontano da Londra fino a 8 anni fa, quando decisi di lasciare il mio lavoro alla Benetton per raggiungere Ana Rosa, che ora è mia moglie, a Londra. Ana Rosa, che avevo conosciuto durante la mia permanenza a Tokyo, é originaria di San Sebastian in Spagna e lavora alla Shell da 9 anni. Inizialmente affittammo un appartamentino a Chelsea, poi decidemmo di comperarne uno nella zona di South Kensington. Da casa nostra vediamo tutti i principali monumenti di Londra, da Westminster Abbey alla nuova Gherkin Tower e, naturalmente, l’ormai famoso “Eye of London”, la ruota costruita per celebrare il nuovo millennio.
Dopo un paio d’anni come export manager alla Mathmos, azienda inglese nel settore illuminazione, sono passato alla Tisettanta, azienda italiana leader nei mobili di design: sono responsabile della filiale inglese. In questi anni la filiale si è ingrandita, tanto che occupa ora sette persone ed abbiamo aperto un nuovo showroom nel quartiere di Mayfair, a pochi passi dall’Ambasciata italiana.
In quanto “vicino di casa”, l’ambasciatore italiano a Londra, Giancarlo Aragona, ha dimostrato più volte la sua simpatia, invitandomi a ricevimenti pubblici all’Ambasciata: immagino che apprezzi il nostro sforzo per promuovere il “made in Italy” in un mercato importante come quello inglese.
Nella vita privata Ana Rosa ed io ci siamo goduti quello che Londra offre quanto a teatri, ristoranti, locali, musei e tante altre cose… Nel 2001 ci siamo sposati in una chiesa vicino a Hyde Park, una giornata memorabile grazie soprattutto alla presenza dei miei familiari e degli amici imolesi. Dopo di che sono arrivati prima Arianna (5 anni) e poi Oliver (2 anni). Arianna va già a scuola, in una scuola cattolica vicino a casa, molto rinomata: é sorprendente notare la composizione della sua classe, dove in realtà gli inglesi sono in minoranza rispetto a francesi, spagnoli e, soprattutto, italiani!
A Imola torno sempre volentieri a trovare la mia famiglia e gli amici di sempre e a cercare di godermi quella vita tranquilla che la nostra città offre. Nonostante la mia passione per Londra, ci sono cose a Imola irripetibili qui in Inghilterra, come l’abitudine della colazione o dell’aperitivo nei bar del centro o la possibilità di farsi un giro in mountain bike con gli amici sulle nostre meravigliose colline romagnole.
Per finire, colgo l’occasione per ricordare mio padre, Giancarlo Bizzi, recentemente scomparso, un uomo che ha dato tanto alla nostra città, in particolare negli anni in cui sorgeva la nuova sede dell’Associazione commercianti (ora Ascom), ristrutturata quando lui ne era presidente.
Da Londra, Franco Bizzi»

Nella foto, Franco con la moglie Ana Rosa e i figli Arianna e Oliver